Disegni di fumo
Giorni di nuvole, foschia e lacrime sottili che dal cielo cadono lente, rimanendo quasi sospese.
È in giorni così che senti tutto te stesso. Ne senti il peso sul petto, le gambe, sulle mani.
Senza distrazioni di suoni, voci, colori e luce; seduto sul divano, le ultime luci della giornata a illuminare la stanza.
Accendi una sigaretta e guardi le volute di fumo che si sollevano nell’aria immobile. Le guardi fluttuare, stringersi e allargarsi, creare figure affascinanti per un istante e poi mescolarsi e sparire. Basta un piccolo spostamento, un respiro più forte e cambiano il loro percorso, il loro disegno, la loro trama.
Muovi la sigaretta, usandola come una matita, cercando di trasformare il fumo in un tratto di grafite. Ma le forze in gioco sono tante, sono troppe. E anche quando riesci a ottenere il disegno che desideravi, dura un attimo; poi svanisce.
Non molto diverso da quello che hai sempre fatto con la tua vita.
Ti sei agitato, sei stato fermo. Hai cercato di disegnarne i tratti. Accompagnarla nella direzione che desideravi. Hai cercato di lasciare un segno, marcato o leggero.
Volevi disegnare un fiore, una casa o una persona. A volte ci sei riuscito. Ma ogni il disegno è sparito, diluito, nello spazio, nel tempo, tra le persone.
Sarebbe bastato un gesto diverso e il disegno sarebbe stato diverso. Un alito di vento in meno, un respiro più lento, uno sguardo più attento. Tutto sarebbe stato diverso. Forse migliore. Forse no.
Sarebbe bastato non farsi distrarre, essere più concentrati. Non aprire la bocca e soffiare parole. O aprirla e soffiarne di più, più forte.
I disegni migliori resteranno quelli che hai creato mentre neppure guardavi, non aspettandoti nulla.
Quando la sigaretta pendeva tra le tue dita e guardavi alla finestra le ultime luci di un giorno che sta finendo, in una giornata di nuvole e foschia. In cui dal cielo lacrime sottili cadono lente. Quasi sospese.