Ci sono espressioni della nostra lingua che sono proprio belle.
Sono belle soprattutto quando, in poche parole, riescono a esprimere concetti complessi o sentimenti elaborati.
Una delle espressioni che ho sempre amato molto è “complicare il pane”.
Il pane, bene fondamentale, semplice, immediato, alla base della dieta di miliardi di esseri umani fatto di pochi ingredienti elementari.
Cosa c’è di meglio per rendere l’idea di semplicità? Poche cose sono semplici e immediate da comprendere come il pane.
Quanto è semplice comprenderne l’importanza e la genuinità della sua ricetta è spesso semplice vivere la propria esistenza, fare scelte logiche, decidere cosa sia più saggio fare e cosa non lo sia.
Ma la tentazione di rendere ogni fatto della vita più complesso e difficile è troppo forte.
E allora costruiamo intorno alle nostre esistenze corollari di pensieri , speranze, sogni e ideali che rendono infinitamente complesse anche le vicende più banali.
Facciamo scelte che ci conducono per vie impervie abbandonando strade maestre larghe e comode.
Amori scomodi e difficili, sogni irrealizzabili inseguiti senza pensare a poi, a quello che succederà. A quanto potrebbe andare male. A come vivremo quel momento.
Inseguiamo chimere e terre lontane, scartando quello che potremmo avere allungando un braccio, quello che potremmo avere se solo lo volessimo.
Resistiamo come Ulisse alle sirene a quello che abbiamo già per inseguire idee e sogni che neppure riusciamo a scorgere all’orizzonte.
Per rincorrere qualcosa che non sappiamo che sapore avrà quando lo addenteremo, stringendolo tra le mani.
Ci complichiamo il pane, orgogliosi dell’averlo fatto. Convinti che quella sia la nostra via, la sola che avremmo potuto percorrere.
A volte la storia ci da ragione. E questo è già abbastanza.
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
…
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due tre volte i piedi come sulle aiuole
(Giudizi Universali – Samuele Bersani)
Parole sante.. L’impossibile è ciò che crea aspettative vane e fa ammalare il cuore mentre l’equazione ‘segreta’ della vita è proprio questa: felicità = semplicità²
La vita è semplice .. non dobbiamo rendere complicato!