8.1.12
A star seduto lì su quella sedia, mi sono tornati in mente ricordi che neppure sapevo di conservare.
Mi sono ricordato di quella volta in cui, seduto sulla stessa sedia – o forse era un’altra, ma comunque sistemata nello stesso punto – ti guardavo girata di spalle mentre eri affaccendata ai fornelli. Non ti è mai piaciuto cucinare, ma quelle cose che ti piacevano molto le sapevi preparare. Di alcune ricordo ancora il sapore, o forse è solo il ricordo malinconico di un sapore, forse non avevano nulla di speciale ed è stato solo il tempo passato a renderlo migliore.
Io, seduto, mangiavo una fetta di formaggio – anche il ricordo di quel formaggio ha un buon sapore – e tu ti sei voltata, mi hai guardato e sei scoppiata a ridere.
Forse era per il modo in cui lo mordicchiavo, forse perché avevo una espressione buffa con quel formaggio tra i denti, distratto dai miei pensieri e i capelli spettinati – dei capelli spettinati non mi ricordo, ma conoscendomi non poteva essere altrimenti.
Hai solo riso, senza dir nulla. Poi ti sei voltata di nuovo e hai ripreso a fare quello che stavi facendo.
Non ti ho chiesto perché lo avessi fatto. Non era importante. Avevi riso; andava bene così. Neppure ora è importante, non più di allora.
È che a star seduto lì, su quella stessa sedia, in quel punto preciso, mi sono tornate in mente tante cose.
Ed è per questo che mi sono alzato e l’ho spostata. Avrei voluto afferrarla e portata via, ma nessuno ne avrebbe capito il motivo. Avrei dovuto spiegarlo senza sapere neppure da che parte iniziare.
E poi non avrebbe avuto senso.
Su quella sedia, in quel punto preciso, non mi sederò più comunque.
Quante cose una sedia può ricordare.
A me basta vedere un mazzo di carte…
belladigiornopercaso recently posted..Lettera per la mia Stupid Girl