In tanti spesso mi domandano perchè non mi decida e smetta finalmente di fumare. Io rispondo in maniera evasiva, spesso un’alzata di spalle o una battutina riciclata e imbecille.
Ma a volte mi piacerebbe spiegare il vero motivo. Non è la dipendenza dalla nicotina o dalla gestualità, che contano certo, ma volendo si vincono.
Il motivo per cui ho sempre avuto paura di dedicarmi ad una vita sana, che includa quindi il bere meno e più moderatamente e tutto il resto è tutt’altro.
Sono intimamente convinto che se lo facessi, probabilmente morirei il giorno dopo; investito da un autobus o colpito da un fulmine durante un temporale, cose così.
Mi capiterebbe una di quelle disgrazie per cui la gente che assiste inizia a fumare e a bere e tutto il resto pure se non lo ha mai fatto prima in vita sua. Di quelle che ti fan capire che la vita è breve e per quanto tu ti sbatta, il tuo autobus potrebbe essere già partito dal deposito ed essere lì lì per venirti incontro. Di quelle che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, tu pensa, uno che ci teneva così tanto alla salute, sempre attento e morigerato…
Ecco, piuttosto che passare da sfigato, preferisco passare da coglione; da chi, se proprio dev’essere, almeno un poco se l’è cercata.
La vita è un lungo corridoio.
Lo percorri affacciandoti a curiosare da una delle porte lasciate più o meno volutamente aperte.
Ti fermi a guardare le vite degli altri, di quelli che abitano quelle stanze: con raccapriccio, curiosità, desiderio di entrare o scappare via il più velocemente possibile.
Spesso ti fermi davanti a porte chiuse da cui proviene un profumo buono di cucina, una musica che ti attrae o una voce che affascina il cuore.
Attendi che si apra; a volte bussi con insistenza.
Capita ogni tanto che la porta si apra e ti lascino entrare. Ti fermi lì per poco tempo o per molto, difficile saperlo prima.
Altre volte non si aprirà.
In certe stanze, invece, cadi letteralmente dentro, trascinato da non si sa bene cosa.
Quando, alla fine, ne esci ritrovandoti di nuovo in quel corridoio familiare non sai spiegare neppure a te stesso come sia successo.
A volte avresti voluto rimanere più a lungo, in altre non vedevi l’ora di rimetterti in cammino.
Nessuno sa quanto sia lungo quel corridoio. Sicuramente più lungo di quanto avrai la possibilità di esplorare.
E chissà quante stanze nascoste, quante stanze a cui bussare, quante porte socchiuse da cui sbirciare.
Per inorridire, curiosare, sorprendersi, annoiarsi, deludersi.
Ho sognato d’incontrarti e di baciarti subito, un bacio dolce.
Ho sognato di abbracciarti e tenerti stretta.
Ho sognato di tenerti la mano, sfiorarti le labbra con un dito, fare l’amore, guardarti da lontano mentre sorridi.
Ho sognato di svegliarmi con te e litigare per motivi che non ricordo.
Ho sognato di parlarti di sciocchezze e cose importanti, di ridere di te e di me.
Ho sognato di viaggiare con te, senza tempo né meta.
Ho sognato che eri seduta, guardavi fuori dalla finestra e non mi parlavi, distante.
Poi non ti ho sognata più.
