Chiama l’orsacchiotto Maometto
maestra inglese rischia 40 frustate
MILANO – Rischia quaranta frustate in pubblico l’insegnante britannica arrestata in Sudan per aver permesso che ai suoi allievi di sei e sette anni di chiamare ‘Maometto’ un orsacchiotto di pelouche. L’accusa è di vilipendio del profeta musulmano. [...]
So di essere pedante e ripetitivo: di aver affrontato in modi differenti ed a più riprese lo stesso argomento.
Ma continuo a non comprendere e, soprattutto, accettare quanto continua ad accadere intorno a me.
C’è una parte del mondo a cui è concessa la libertà civile di dileggiare chiunque desideri; se poi lo fa utilizzando del buon gusto, tanto di guadagnato.
In cui a nessuno è impedito di chiamare il proprio peluche o il proprio cane con il nome che più gradisce: sia questo Benedetto XVI, Papa Ratzinger, Buddha, Confucio, Manitù, Padre Pio, Beata Madonna Vergine, Gesù Cristo o Kalì.
Eppure, anche in questa parte del mondo, chiamarlo Maometto non è di fatto consentito.
Se lo facciamo saremo costretti a temere le ire di un qualsiasi Imam di passaggio che ci minaccerà di morte violenta. Saremo obbligati a tenere sbarrate le nostre porte ed armarci per poterci difendere da qualche musulmano esaltato che tenterà di eliminarci convinto di far cosa buona e giusta. Del resto basti rammentare quanto accaduto in Danimarca e in altre nazioni per via delle vignette su Maometto o per il libro “Versi Satanici” di Salman Rushdie.
Ma se addirittura azzardassimo un simile comportamento in un paese musulmano aspettiamoci di ricevere almeno 40 frustate ed essere perseguitati dalle leggi dello stato. Ed eviteremmo ben più gravi conseguenze solo se, come nel caso citato in precedenza, ci scuseremo spiegando che non volevamo offendere il santo nome del santissimo profeta.
Ed io, concedetemi di essere utopista per una volta, non riesco ad accettarlo.
Non voglio offendere Maometto e chiunque lo riconosca come santo. Per me Maometto, Gesù o Manitù pari sono. Chiunque desideri professare un credo religioso deve essere libero di farlo e tale diritto deve essergli garantito dalla legge e dagli uomini.
Come dice un detto abruzzese “Chi vuol dio se lo preghi”.
Quello che desidero, invece, è difendere e diffondere la cultura della libertà ed autodeterminazione del pensiero umano; proteggere la libertà di quelli come me, e che sono la maggioranza, i quali non vogliono vedere la propria esistenza condizionata dalle fedi altrui.
Ed a questo scopo lancio questa iniziativa.
Chi vuol Dio se lo preghi


Aderito!
Io, del resto, vado da tempo predicando – sentendomi dare della xenofoba e della fascista, IO che ho più cachemire di Bertinotti… – che le regole del diritto internazionale valgono a condizione di reciprocità.
Poichè per i musulmani integralisti evidentemente non è così, allora bisognerebbe cacciarli a pedate nel culo.
E non costruire moschee.
Bonne nuit
caro amico,
sono emanuele, italiano, nato cattolico e adesso ateo. Se davvero credi alla libertà, prenditela con chi in Italia la opprime davvero, che sai benissimo essere la chiesa cattolica, e se invece devi prendertela con la religione di coloro che ti danno tanto fastidio perché arrivano da un altro paese, vai a offendere il loro sentimento religioso a Giakarta o a Khartum. Sicuramente così, con un po’ più di coraggio, avrai difeso il nostro gradevole diritto alla libertà, e non offeso chi già fatica a farsi accettare in un paese ostile, come è l’Italia, in gran parte razzista e catto conservatrice. Grazie!
MadameRevanche, la reciprocità dovrebbe essere il fondamento dei rapporti dei singoli esseri umani e delle nazioni intere.
Il rischio nell’applicarla troppo rigidamente è quello di “buttar via il bambino con l’acqua sporca”. Per questo oggi, il più civile passa regolarmente per il più fesso.
tbirida, è evidente che non non hai letto il mio blog, ma solo la prima parte di quest’ultimo post senza arrivare neppure alla fine e non capendoci, a mio avviso, un bel niente.
Come prima considerazione, io non sto offendendo il sentimento religioso di nessuno. Non lo sto facendo qui sul mio blog, né tantomeno andrei a farlo a Giakarta o Khartum.
Come seconda considerazione al tuo commento, ti faccio presente che la realtà a cui mi riferisco è quella di coloro ai quali non interessa un fico secco di farsi accettare dagli abitanti del paese che li ospita, ma vogliono imporre le proprie idee religiose anche a chi non solo non le condivide, ma neppure è interessato a conoscerle.
Quelli che vivono la loro religione nel rispetti delle altrui credenze, non obbligano nessuno a condizionare la propria esistenza sulla base di quelle per me è il benvenuto.
Che sia italiano, iraniano, indiano, pakistano, italiano, cattolico, testimone di geova, shintoista, buddhista o musulmano.
mmm..anche interista? Gli interisti no, dai..
come non darti ragione?
Sono completamente d’accordo con tutto ciò che hai scritto, e prendo il bannerino per il mio blog.
Leggi-leggete qua:
http://lonejeps.splinder.com/post/14759432/STUPRATA%3F%3F%3F+FRUSTATA+E+IN+CARC
non ci sono commenti da fare…
ADMAIORA
Le religioni sono il male del mondo, TUTTE.
Con il pretesto delle religioni, i potenti della terra si sono fatti sempre le guerre, adoperando i poveri (cristi).
Ciao.
mode avv. on: cerca un peluche per la campagna che non abbia associato alcun marchio – mode avv. off
Anche le finestre avevano un cuore
c’era una porta che faceva rumore
e mentre lui moriva d’inedia
lo scongiuravo dall’unica sedia
come faceva freddo…
anche io penso che le religioni siano tutte un male…. non siamo da meno noi…..
condivido “nothing to kill or die for and no religion too”
lennon non c’è dentro ma vi consiglio across the universe, musicalmente gradevolissimo.
Avvocato, ho provveduto a correggere il banner.
Ora lo potrebbe adottare persino lei…
era un consiglio assolutamente disinteressato.
ora posso adottare il banner.
Io me lo tengo con la griffe…
Pezzenti!
Madame Revanche
Beh, io sto leggendo ‘Il trattato di ateologia’ di Onfray… Molto tosto..
Un saluto notturno..
Liberi Liberi…..
[..] [..]
sini cin te, N0v.!
io e Mad siamo a Roma. Ti scrivo in PVT.
un discorso critico sulle religioni bisognerebbe riprenderlo, rilanciarlo…in questo clima di democrazia melassata,dove non si ha il coraggio di dire a chiare lettere quanto la religione istituzionalizzata (Vaticano) abbia nuociuto al nostro paese…
Venerdì e sabato(7 e
bye
Mario
e io che mi ero preoccupata per totti che aveva chiamato la figlia chanel… credevo che l’avrebbero costretto a pagare la famosa marca per aver clonato il nome… mah…
bel post.. bel blog…
Ma è perfettamente INUTILE discutere di queste cose tra persone occidentali e lontane anni luce dalla mentalità islamica. Siamo troppo distanti da loro…
^__^
PBlue
per me la FAXE è divina.
10 frustate a chi non la beve
20 frustate a chi la dileggia
Lontani mica tanto eh se un prete cattocoglione alza un dito e fa censurare una pubblicità come quella della red bull….
rossoTuya, leggevo anch’io stamani quella notizia e mi ha fatto girare non poco le palle.
C’è però una differenza sostanziale. Il prete si è incazzato sostenendo che la pubblicità fosse blasfema. La Red Bull ha deciso di modificarla.
In pratica, nessuno è stato minacciato di essere frustato, impiccato o bruciato in piazza.
Una parte ha sollevato la questione ed un’altra, per solo interesse commerciale, ha deciso di aderire.
Quando Oliviero Toscani fece la campagna pubblicitaria per Benetton con preti e suore, ci fu casino, è vero. Ma non fu ritirata.
In parole povere, l’ingerenza della chiesa cattolica nella nostra vita è continua e costante, ma ci è dato il diritto di fregarcene e tirar dritto senza per questo finire giustiziati.
solo perchè lo stato glielo vieta… quando lo stato glielo ha permesso ci hanno bruciato in piazza…. Poi ci sono comunità come i neocatecumeni dove ancora usano punizioni psicologiche è anche fisiche….
rossoTuya, io sono d’accordo con tutti quelli che hanno commentato affermando che le religioni, di per se, sono un male per la civiltà.
Per fortuna, oggi, la chiesa non può più permettersi di fare quello che per l’Islam è regola.
comwe dice rosso tuya, guardando a casa nostra, anche qui non c’è libertà, e oltre al caso red bull, c’è il caso di un parocchiano facenter parte del coro della prorpia parrchhia cacciato perchè gay, quindi non è che la nostra chiesa sia il massimo della libertà
cacciato da un coro, non frustato, impiccato o bruciato in piazza.
non so a voi, a me pare una differenza rilevante.
http://kamia
[..] Io credo a quello che cazzo mi pare! [..]
ADERISCO, sottoscrivo e controfirmo.
io credo in quello che mi pare.
ecchecazzo!
Thanks for sharing
Ho aggiunto il banner nel mio blog… Aderisco in pieno!!!
I mussulmani sono arrivati in Italia un pò senza preavviso, come se uno ti entra in casa mentre stai cagando, non è una cosa piacevole.
Che entrino in italia non la trovo una violazione della mia libertà o un danno apportato alla mia cultura.
E’ il fatto che, per rimanere nella tua similitudine, mi vogliano obbligare a cagare in un certo modo, a cambiare i sanitari con quelli che loro gradiscono di più che mi crea difficoltà.