Sottotitolo: Ché non voglio mica aver dei problemi di copyright con Bergonzoni che, peraltro, nasce avvocato, vive logopedista e muore, che, si sa, quello tocca a tutti, prima o poi. Del resto, come sapete, sono sempre i migliori quelli che vanno via: il che è una valida spiegazione del perché sia circondato solo da coglioni. Ma anche San Pietro, mi raccontano gli amici della parrocchia che con San Pietro parlano un giorno si ed uno no, non è che se la passi benissimo dalle sue parti.
Svolgimento: Giuro, lo avevo scritto ma me lo ha mangiato il cane. Anche se il cane, devo ammetterlo, non l’ho. Ma non mi sembra una giustificazione sufficiente per mettere in dubbio le mie parole. Anche perché se è vero che le chiacchiere le porta via il vento, le parole no. Quelle non se lo porta via nessuno. Almeno sino a che non si stabilirà il principio di competenza su chi debba raccoglierle e smaltirle. Le parole, è importante che lo sappiate, sono un pericoloso rifiuto tossico e non le si può certo smaltire così, come nulla fosse.
Bisogna farlo con metodo e, soprattutto, bisogna smaltirle, quando se ne hanno in eccesso, con un briciolo di stile e di nonchalance, così, senza che nessuno si accorga che lo stai facendo. Proprio ora. In questo esatto momento.
No?
9 commenti a “E’ già mercoledì e io.. si”
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Boia giuro che non c’ho capito una Mazza.
Però l’header tamarro alla Top Gun è favoloso
devo smetterla di farti la peperonata di sera…
sono senza parole
sennò le avrei smaltite
Ad occhio e croce ne avrai smaltite, chesso’, un centinaio.
Il problema è quando hai da smaltire parole dotate di una certa dignità, parole che a maggio presentano il setteetrenta, parole con moglie e figli a carico, parole che oltre all’avvocato hanno anche – quasi sempre – un manager… tipo “aracnofobia” o “pedissequamente“. Più che altro perché è quasi sempre difficile trovare un caspita di discorso adatto dove piazzarle.
Non parliamo poi della non remota eventualità che un “catatonico” ti si presenti due o più volte nel grimorio lessicale, allora si che sono drammi veri, che a smaltire un “catanonico” ho visto gente andare a finire a Napoli. O venderlo, sottocosto, su eBay: che da sempre le sue porche ma oneste soddisfazioni.
Se non altro, ho trovato anche io un modo elegante per farlo, con questo commento, no?
@Teiluj ma la peperonata di sera è risaputo che produca effetti duri a morire nel tempo. Povero Novecento. No?
Novecento posso chiedere a Teiluj se la fa anche a me??? no perchè questi post possono risultare utili anche nel mio blog
disconnesso, neppure io, se è per quello…
Teiluj, d’ora in poi di sera solo peperoni fritti.
mole, approfitta ora che ci son i saldi. Di parole a buon mercato se ne vendono a carrettate.
Alessio, son rimasto attonito nel leggere il tuo criptico commento. Soprattutto mi sfugge il legame eziologico tra il commento in se stesso, Bergonzoni e la letteratura paneuropea, che nulla c’entra con il contesto ma ci sta sempre bene su tutto, come il parmigiano grattugiato ed il prezzemolo. Io, ad esempio, vado ghiotto di bigné alla crema con prezzemolo e parmigiano.
Matteo, recenti studi hanno dimostrato la stretta relazione tra i tempi di smaltimento della peperonata classica all’italiana con il rapido svilupparsi della demenza anche in soggetti di mezz’età.
Cerno, dai, che vai forte anche senza peperonata
Concedimi però che sotto le lenzuola i peperoni fanno la differenza XD
Sotto le lenzuola, si sa, sono i fagioli a creare maggior movimento ed atmosfera.