Stelle cadenti

Era una notte ed era buia, perché una notte che si rispetti deve esserlo.

Sorridevi, credo. O forse mi facevi boccacce, chi può saperlo. Era buio.

Ed eri bella, lo so,  ma non posso dire quanto. Avessi avuto un cerino oggi potrei raccontarlo.

Sentivo solo il profumo dell’erba schiacciata e il tuo respiro mentre distesi sul prato guardavamo stelle cadenti.

Sentivo la tua voce, allegra, dirmi: guarda! l’hai vista, che bella?

E io, si, ogni tanto ne vedevo qualcuna riflessa sulle tue pupille.

Perché, quella sera, ti ho mentito.

Quella sera non guardavo stelle cadenti.

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