Alcuni giorni fa scrissi in relazione al mancato incontro tra Prodi ed il Dalai Lama, in visita in Italia.
Prodi si scusò dicendo che aveva troppi impegni e che oltretutto, il Dalai non aveva comunicato preventivamente della sua presenza nel nostro paese.
Tutti sappiamo che non lo incontrò unicamente perché preoccupato di eventuali ritorsioni da parte del governo cinese, e giudicammo inaccettabile quel gesto che dimostrò mancanza di rispetto verso una persona che, volenti o nolenti, è un simbolo per milioni di persone nel mondo.
Oggi, qualcosa del genere è accaduta nuovamente e, se possibile, in un contesto persino peggiore.
Il Papa è stato costretto a rinunciare a presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma.
Chi mi legge sa benissimo che non sono cattolico, e che, anzi, sono vivacemente anticlericale per cui è evidente che non è mia abitudine difendere il papato o la Chiesa Cattolica.
Ma di fronte al rifiuto di un confronto dimostrato da professori e studenti universitari sono rimasto basito.
Soprattutto perchè accaduto all’interno di una istituzione che, per sua natura, dovrebbe insegnare ed incentivare il confronto e l’uso della dialettica, in particolare con chi ha una differente cultura ed estrazione; offrendo invece, in questo caso, la massima dimostrazione possibile, in un paese civile, di discriminazione e rigetto del diverso.
Io amo la libertà. E mi preoccupo.
Mi preoccupo di come una istituzione che contempli e promuova comportamenti simili, possa trattare tutti quelli che, nell’esercizio di una loro libertà fondamentale – per la salvaguardia della quale ognuno di noi darebbe la vita – professino una religione o coltivino un pensiero difforme da quello che queste ritengano accettabile.
Vengono espulsi? Emarginati? Viene loro negato l’accesso alle lezioni? La libertà di parola, di espressione o di autodeterminazione?
Che ci piaccia o no, religosi o atei, Benedetto XVI è il rappresentante di una delle religioni con il maggior numero di seguaci nel mondo, è un capo di stato, nonché uno dei successori di quel Papa che fondò proprio La Sapienza di Roma.
Probabilmente, se al suo posto fosse stato invitato il Dalai Lama, tutti avrebbero gioito, Presidente del Consiglio a parte.
Ci sarebbero stati milioni di modi differenti per dimostrare la personale non condivisione dei principi rappresentati da quell’uomo, ma si è preferito scegliere la più stupida: impedirgli di esercitare la proprià libertà sia come rappresentate religioso che come uomo.
Così, oggi, abbiamo generato due nuovi martiri della libertà di espressione, due eclatanti esempi di discriminazione subita: il Papa Benedetto XVI e l’uomo Joseph Ratzinger.
E tutto proprio per dimostrare che quella da lui rappresentata è un’istituzione che priva della libertà e compie azioni discriminatorie.
Neppure il terribile George Bush era riuscito a far tanto. Lui, almeno, non ha impedito ad Ahmadinejad di tenere un discorso alla Columbia University.
36 commenti a “I discepoli superano il maestro”
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Non sono d’accordo.
Io mi preoccupo del fatto che la sinistra tutta compatta ceda alla manipolazione mediatica e difenda il papa, assecondando la mossa vittimistica organizzata dal Vaticano per demonizzare i pochissimi che ancora ingenuamente credono che in questo paese ci sia libertà d’espressione anche quanto si critica la chiesa.
Se c’è qualcuno che rifiuta il dialogo ed il confronto questo è il Papa, non gli studenti e i professori che hanno solo organizzato l’espressione del loro dissenso verso questo Papa, non verso il Papa come figura spirituale e religiosa.
sì però a razzi nessuno l’ha cacciato, gli hanno solo fatto capire che non sarebbe stata una passeggiata trionfale, e lui (i suoi consiglieri) avrà ben pensato che non avrebbe giovato alla sua immagine andare, anzi, al contrario, anon andando sarebbe diventato la vittima di un’intollerabile censura di anticlericali, duque santo subito… questo è intollerabile…quando andò Giovanni paolo secondo alla sapienza nessuno fiatò, evidentemente non è una questione di anticlericalismo, è proprio che ‘sto qua si è tirato addosso l’antipatia de noantri…. e poi non è che gli manchino pulpiti al papa… insomma, a me fanno più pena tutti sti politicnti di destra e di sinistra che si affannano a stracciarsi le vesti per l’intollerabile affronto subito dal loro padrone, ma per piacere, un po’ di dignità
appunto…. Fabrizio…. piacere di conoscerti
no dico, ma state scherzando?
vi rendete conto che questo atteggiamento si chiama INTOLLERANZA oltre che ignoranza, cretineria, nonché barricata da stadio da quattro soldi?
Prima di essere Papa, Ratzinger è un uomo, e per di più un uomo di cultura, non un capo-setta-di-turno o un assassino.
Il dialogo e la democrazia, oggi, nel nostro paese, hanno subìto un colpo vergognoso, sottoscritto da una mentalità estremista di chiusura preoccupantemente dilagante.
Non rompete il cazzo il giorno che qualcuno decida di fare lo stesso con voi, se credete sia giusto.
firmato: atea comunista, ma CIVILE
Resta il fatto che, facendo in modo che lui non andasse gli si è offerta l’occasione di diventare un martire.
Mai a nessuno, per nessun motivo si dovrebbe impedire di parlare.
Che sia una persona amata o odiata, politicamente distante o vicina, che la pensi come noi o in maniera totalmente opposta.
In ogni caso, Fabrizio, lo farà. Si dovrà turare il naso e difendere il Papa, visto che quanto è successo è indifendibile persino da gente, come me, che di certo non appartiene a quella cultura.
@Teiluj, è vero, da oggi mi sono accorto che vivo in un paese dove manifestare le proprie idee si chiama INTOLLERANZA se le queste idee non sono gradite alla Chiesa. Certo che è un uomo, ma nessono ha mostrato l’intenzione né di fargli violenza né di offenderlo come uomo. Si è solo cercato di dire che le idee propagandate dall’istituzione che quell’uomo rappresenta sono contrarie allo spirito di conoscienza laica che un’università pubblica dovrebbe avere. Cosa c’è di strano in questo?
@freccianera, piacere mio, fino a pochi minuti fa pensavo di essere l’unico italiano a pensarla così, mi conforta sapere che siamo in due.
Beh, non avvilirti fabrizio, i 67 professori e gli studenti manifestanti che hanno occupato l’università non li conti?
@Novecento,
sono d’accordo che non bisogna impedire a nessuno di parlare. Ed infatti sono convinto che nessuno abbia voluto impedirgli di farlo. Conosco molti di quei professori e vi assicuro che possono avere molti difetti, ma non certo l’ignoranza e la cafonaggine di dire tu qui non parli. Sono tutte persone di altissimo spessore culturale, riconosicuto in tutto il mondo. E anche ipotizzando che avessero tutte le cattive intenzioni, non sono certo così stupidi da prestarsi a farsi accusare d’intolleranza.
Queste frasi “al Papa è stato impedito di parlare”, “è stato cacciato dall’Università”, ecc.. sono frutto della strumentalizzazione mediatica efficace, fatta dai telegiornali tutti meno di mezz’ora fa.
@Fabrizio, tu forse non fai entrare in casa tua qualcuno solo perché, aprioristicamente, sai che tifa per l’antagonista del tuo derby e quindi non ascolterai nulla di ciò che ha da dire… ma, sai, non solo babbo natale non esiste, ma la cultura e la civiltà, nonché l’intelligenza dell’uomo (inteso come genere) si misurano anche, non dico soltanto, ma anche sulla sua capacità al CONFRONTO, che non significa accettazione (se non ci credi controlla pure sul dizionario, ti assicuro che son due cose diverse);
Voltaire, citato male da Tremonti, ci diede un grande insegnamento di cosa significa civiltà e democrazia quando disse: non condivido ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo DIRITTO DI DIRLO.
Chiudere una porta in faccia a qualcuno, PRIMA di averlo ascoltato, significa INCIVILTA’ , IGNORANZA, e INTOLLERANZA
e manifestare a gran voce perché qualcuno non si presenti, significa CHIUDERE LA PORTA, SENZA ASCOLTARE
Ma scusate, vi pare che i 67 professori e gli studenti (grazie Novecento, è vero, siamo un po’ più di due
) abbiano “chiuso una porta in faccia a qualcuno PRIMA di averlo ascoltato”? A me no. Le idee espresse da questo papato le ascoltiamo tutti i giorni e semplicemente, quando viene a casa nostra, gli ricordo che non sono d’accordo con lui. Basta. Qual’è il problema?
e conoscenza si scrive senza i..
@Teiluj Grazie
conoscenza, conoscenza, conoscenza, conoscenza, conoscenza, conoscenza, conoscenza……
siamo in molti Fabbrì, solo che i media e la politica sono tutti in mano a “Dio”, ragion per cui sembriamo mosche bianche.
Non credo si possa definire intolleranza l’aver manifestato dissenso rispetto ad una scelta quantomeno discutibile come quella di far aprire l’anno accademico ad uno che dice che il darwinismo è il male assoluto. E’ un sacrosanto diritto manifestare il proprio dissenso rispetto a tale scelta, è democrazia, è libera espressione del pensiero, e il pontefice avrebbe ben potuto smentire i suo detrattori, intervenendo e parlando da par suo, invece se l’è data, e questa non è censura, è viltà.
Fabrizio, nel tuo ultimo commento hai assolutamente ragione.
Evidentemente i 67 professori hanno involontariamente attivatto il conseguente baillame.
Il principio delle loro eccezioni era certamente meno pecoreccio di quello che poi gli studenti hanno praticato.
Ma nella realtà hanno permesso a media, politici e Vaticano di diventare delle vittime.
Vittime di alcuni ragazzi che probabilmente erano spinti più dalla goliardia che da veri principi e ragionamenti. E che comunque hanno dimostrato di avere, tra i loro valori, l’intolleranza.
Epppoi… visto che mi pare che qui siamo tutti di sinistra, probabilmente quando è venuto Bush a Roma qualcuno di voi c’era alla manifestazione o comunuqe non si è scandalizzato che centinaia di migliaia di persone manifestavano. Perché per lui non vale questo discorso? Non vedo la differenza, scusate…
se leggerete l’articolo de “Il Corriere della Sera” linkato a proposito di Ahmadinejad, vedrete che gli studenti, e persino il rettore” della Columbia University di New York, non solo non apprezzavano Ahmadinejad, ma non hanno mancato di farglielo notare. Questo senza far barricate, occupazioni e combattere affinché non potesse parlare.
E’ una differenza di civiltà.
anche voi accogliete così la gente che viene a trovarvi vero?:)
manifestare i propri ideali è giusto, ed è sempre auspicabile; farlo fuori contesto, significa fare tifoseria da stadio. “tu tifi milan, quindi non sei ben accetto”
del resto, è di questo finto “anticonformismo” che si nutre l’Italia ultimamente
Ok, la gente di sinistra italiana è certamente più colorita nelle forme di protesta e spesso i nostri studenti hanno l’occupazione facile. Questa è certamente una differenza di stile tra gli studenti della Sapienza e quelli Columbia, ma questo si sa. Sentendo i commenti atroci dei politici nostrani, sembra che tutti fossero scandalizzati più dal documento dei professori che dall’occupazioncina delgi studenti.
Sull’ultimo comento di Novecento sono d’accordo, i 67 hanno forse peccato d’ingenuità e si sono prestati allo sbranamento prevedibile.
Comunque sto sentendo in questo momento Rodotà a Ballarò ed almeno una voce fuori dal coro: “l’appello dei 67 è senza dubbio legittimo”…
colorita e incivile, anche questi sono due termini dal significato profondamente diverso..
è naturale che i 67 avessero le loro ragioni (o sono solo dei pazzi), ma in quel caso, era nell’ambito dell’università stessa che avrebbero dovuto discuterne; ancora una vlta, con metodi civili
Dalla CNN: Pope Benedict XVI has canceled a planned visit to a prestigious Italian university after a protest by academics and students attacked his views on Galileo, the Vatican confirmed Tuesday.
Così sembriamo ancora più scemi. Tutto questo casino per quello che Ratzinger avrebbe detto sulla condanna di Galilei.
E che, oltretutto non ha neppure detto….
l’unica spiegazione “logica” che riesco a darmi di questo gesto è il primo tentativo concreto di “limitare” il raggio di azione del papa all’interno della chiesa (come dovrebbe essere!!!) evitando che vada in giro a parlare a destra ed a sinistra. e qui viene fuori il mio essere fortemente anticlericale.
dal punto di vista civile, invece, sicuramente è stata una mossa sbagliata. sarebbe stato molto meglio permettere sì al papa di parlare all’università ma, dopo essersi messi d’accordo preventivamente (il che è praticamente IMPOSSIBILE, da noi come altrove quando c’è di mezzo lui!), fargli trovare davanti agli occhi una piazza vuota! immaginate la scena, vero? quella sì che sarebbe stata una “lezione coi fiocchi”, secondo me! della serie: “vuoi parlare? fallo pure, ma a noi non interessa assolutamente nulla ciò che hai da dire!”… più o meno la stessa reazione che la gente avrebbe qualora decidessi di andare a parlare io, tanto per essere più espliciti.
per concludere, permettimi un OT… BUON COMPLEANNO!!!
A me pare, scusate se insito, con tutto il rispetto per le vostre posizioni, che si siano persi di vista i fatti e che si ragioni solo sulla scorta di un presupposto erroneo, che pertanto sortisce conclusioni altrettanto erronee. Non posso dilungarmi, sia per rispetto delle vostre meningi, sia perché devo faticare per vivere, ma vorrei dirvi che sembra davvero grottesco considerare censura la protesta studentesca o la lettera dei 69, che altro non sono che esercizio del diritto di libera espressione del pensiero.
A me pare molto più censura quello che accadrà oggi e per una buona settimanella in tutte le televisioni d’Italia: si parlerà solo di questa cosa, come fosse il punto centrale della nostra esistenza, e tutto il resto passerà in silenzio.
Forse vi è noto, se non lo fosse ve lo dico io: oggi si dovrebbe nominare il presidente del CNR. Bene, alla nomina in questione è stato proposto proprio uno dei 69, e, guarda un po’, l’onorevole Volontè (democristiota) ha tempestivamente proposto al Parlamento una mozione per “bloccare” la nomina: questa come la chiamate voi, carità cristiana?
abreast, come scrivevo, infatti, ci sarebbero stati milioni di altri metodi per dimostrare il proprio dissenso in maniera democratica e tutti sarebbero stati più efficaci.
Grazie per gli auguri!
freccia, non facciamo del qualunquismo. Non è che un professore universitario, in quanto tale o in quanto grande fisico di caratura nazionale, non commetta errori di sottovalutazione. E, sono convinto, che molti dei 67 non avrebbe voluto finisse così; avrebbe preferito che il papa tenesse il suo discorso all’inaugurazione piuttosto che vedere quanta inutile polvere è stata sollevata.
Ho l’impressione che i 67 professori (sui circa 400 che La Sapienza conta) fosse stata infastidita dalla decisione del rettore, sia per motivi “etici”, sia, anche, per non essere stati coinvolti nella decisione.
Quello che poi, cavalcando l’onda, hanno deciso di fare alcuni studenti è tutt’altro discorso.
E se gli strascichi dureranno, come dici tu, solo una settimana, ci sarà andata bene. Io temo andrà molto peggio.
Perché dici qualunquismo? Mi sono dato semplicemte la risposta a tre domande:
Il papa ha declinato l’invito sì o no?
Gli studenti sono liberi di contestare, sì o no?
I professori (67 non 69, ma so’ io che c’uo le fisse) sono liberi di esprimere la propria opinione, sì o no?
Rispondendo a queste tre domande, si trova il bandolo della matassa.
Personalmente, penso che la scelta di non andare alla La Sapienza sia stata una mossa furbissima, e come tale criticabile.
Non a caso, il cattolico più invidioso del mondo, pur di mettersi in luce, oggi si è dimesso.
A parte la tua fissa per il 69 (che posso tranquillamente perdonare
) ) il qualunquismo a cui facevo riferimento era: scienziato=persona che sa di tutto.
Null’altro.
Madame, ci ha guadagnato si. E tanto. E mi disturba che un’occasione così gli sia stata fornita su di un piatto d’argento.
Beh, a rigor di termini è il Papa che ha rifiutato di venire, sebbene Giuliano Amato avesse telefonato per annunciare al Vaticano che la sicurezza era garantita. Poi mi sarebbe piaciuto che Asor Rosa, invece boicottare l’evento, fosse intervenuto -magari a muso duro, magari dicendo “Santità, mi sembra di averla già vista in TV ieri, e l’altroieri, e 3 giorni fa, e 4, e 5, e 6, ecc…”- però mi sembra che la ragionevolezza e l’ironia si siano volatilizzate insieme alla tolleranza.
Concludendo: se la Sapienza non va a Benedetto, Benedetto andrà alla Sapienza.
A ‘sto giro è venuta la Sapienza…
Hei, perché un gatto dovrebbe avere un topo come avatar? :-O
Sarebbe stato bello se lo avessero affrontato sul piano della dialettica. Come hanno fatto con Ahmadinejad professori e studenti della Columbia University di New York.
Così hanno son solo riusciti a passare per incivili.
Un gatto ha come avatar un topo perché il gatto in questione non ha registrato il suo avatar su gravatar.com
E sta quindi subendo la legge del contrappasso
E’ una ingiustizia! Ricorrerò al Grava-TAR!
Premetto che questo Papa ha più volte espresso pareri contrari alla scienza (nello specifico all’evoluzione) ed essendo evoluzionista questo non mi va giù
Ritengo che a priori la visita del Papa alla Sapienza non fosse una buona idea, perché sono perfettamente d’accordo con la necessità del dialogo, però entrambi le parti in causa dovrebbero dimostrare un po’ di apertura mentale. E non mi sembra che il Papa la dimostri sempre.
Tutto questo per dire che ho trovato legittima la lettera dei professori, non sono d’accordo con la strumentalizzazione che ne è stata fatta e che ha portato al risultato opposto
@Teiluj: il commento sul tuo blog era un po’ cattivo, però l’estremismo di determinate persone mi dà molto fastidio!
Vedi miki, a me questo papa non piace, ma non essendo credente questo ci sta tutto.
Se ha un aspetto positivo è che mi fa ridere (hai presente quando dice cose tipo “cafi pampini”?)
Non ha bisogno di aiuti per farsi pubblicità e poteva non essere la persona giusta da invitare in quell’occasione.
Quindi per me poteva star a casa dal principio. A me non sarebbe neppure passato per la mente di invitarlo.
Resta il fatto che, ferma restando la libertà dei professori di obiettare (se poi avessero evitato di scrivere castronerie nella lettera, il loro valore di accademici ne avrebbe guadagnato), ad un certo punto bisognava fermarsi. Per evitare di dimostrare intolleranza e far la figura di quelli che tappan la bocca a chi la pensa differentemente.
Perché questo, alla fine della fiera, è stato il messaggio che è stato lanciato.
Ed in tantissimi, ovviamente, ora hanno interesse a farlo diventare un caso.
Premetto che io sono cattolica, praticante e credo nn perkè me lo dice il prete ma perkè conosco la mia fede e so che quello che dice va ben oltre la Chiesa come istituzione temporale e politica.
Detto ciò nn è che mi stia un granchè simpatico il Papa attuale ma bisogna riconoscere che è un filosofo e un gran studioso e sicuramente le sue opinioni meritano di essere ascoltate..questo nn vuol dire condividerle!io credo che sarebbe stato molto più laico e saggio sentire il suo discorso e in quell’ occasione intavolare un dibattito nel quale confutare le sue tesi qualora qualcuno la pensasse diversamente!..e chi nn aveva voglia di ascoltarlo poteva semplicemente nn partecipare..questo vale per qualsiasi rappresentante religioso o politico che avrebbe potuto essere invitato in un’occasione simile.
[...] post gemellato col The Novecento’s Post [...]