
Dario Franceschini è il nuovo segretario del PD.
Il Franceschini non piace a nessuno: non piace alla base che lo giudica debole, poco carismatico, inadatto a reggere il confronto con Berlusconi ed il PDL in generale.
E non piace neppure alla dirigenza del PD che ne ha tollerato l’elezione perché convinti che ad ottobre, quando si riunirà il congresso del partito con conseguente rinnovo di tutte le cariche, arriverà decotto, politicamente bruciato e pronto per essere archiviato. E nessun altro avrebbe voluto essere al suo posto.
In pratica Franceschini non piace e soddisfa proprio nessuno come segretario del PD.
Proprio per questo Franceschini rimarrà a lungo segretario del PD e a ottobre, quasi certamente, vedrà riconfermata la sua carica.

E così, dopo il Presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, arrestato per concussione nell’indagine sulla sanità regionale, il Sindaco di Pescara, la principale città abruzzese, nonché segretario regionale del PD, finisce in manette con l’accusa di concussione.
Le accuse fanno presupporre che con la sanità in mano a Del Turco, al povero D’Alfonso non fosse rimasto che occuparsi delle rimanenze, ovvero degli appalti cimiteriali.
Se le accuse saranno vere o pure supposizioni, che io della magistratura mi fido quanto dei giornali scandalistici oramai, lo decideranno i vari gradi di giudizio che attendono i due.
Di certo c’è un PD che in Abruzzo è stato decimato, distrutto. Anche se sarebbe meglio dire: autodistrutto ed autodecimato.
Sarebbe ancora meglio dire che in Abruzzo c’era il PD.
Se la notizia dell’arresto di D’Alfonso fosse stata annunciata prima delle elezioni, il PD avrebbe preso meno voti di una lista civica. Il che sarebbe andato a solo vantaggio di quel personaggio strano, fosco, poco limpido e sgrammaticato di Antonio Di Pietro.
SI, forse è ora che di questione morale si parli e lo si faccia apertamente. Senza nascondersi dietro ad un dito.
Perché quando cose così accadono nella controparte politica, si punta il dito, si grida allo scandalo e si invoca il Colle perché vigili ed intervenga a garanzia della moralità di partiti e politici.
Perché un segretario di partito non può valere più del partito stesso. E la sua carica essere sostenuta fingendo che i problemi non vi siano.
Il PD è morto. Viva il PD.

Gianni Chiodi
[Addendum: Come da copione il PDL ha vinto le elezioni regionali abruzzesi. Gianni Chiodi è il nuovo Presidente e mi auguro lo resti per tutta la durata dell'incarico.
La vittoria, quasi di misura, dimostra che:
a) molti hanno provato ancora a fidarsi del PD;
b) molti di questi, dopo la notizia dell'arresto di D'Alfonso, si stanno autoflagellando;
c) quando anche solo un partito dimostra di avere esponenti corrotti, a pagare sono tutti i partiti
E, del resto, trovare un partito completamente innocente è più difficile che trovare il Santo Graal.
Rammentalo, caro Di Pietro. Rammentalo.]
Per un momento, quando a seguito della comunicazione da parte del nuovo governo delle iniziative prese per risolvere il problema rifiuti in Campania, iniziative per nulla tenere oltretutto, ho sentito i commenti positivi e collaborativi dell’opposizione, mi è sembrato di non essere in Italia.
Poi ho sentito Bersani e mi sono svegliato.
Essendo un elettore di centrodestra, sono piuttosto soddisfatto dell’esito delle elezioni.
Questo nella piena coscienza che PdL o PD uguali sono, se non danno seguito a tutte quelle riforme ed a quegli interventi, la maggioranza dei quali condivisi nei rispettivi programmi, promessi durante la campagna elettorale.
Detto questo, provo un sottile piacere quando leggo oggi sul Corriere della Sera la notizia secondo cui Al Qaeda sia parecchio incazzata e delusa per la vittoria del Pdl.
Non sono certo di capirne il perché, dal momento che sicuramente il PD non è un partito in alcun modo vicino ai terroristi islamici o più comprensivo nei confronti delle loro azioni. Del resto se fossero stati loro al potere durante la guerra all’Iraq, ne sono convinto, si sarebbero comportati esattamente come il centrodestra; prova ne è quanto accaduto in Libano.
In ogni caso, sapere che sono incazzati, permettetemelo, mi rallegra la giornata.
Ma davvero la rete è così di sinistra come sembra?
Me lo chiedo perché, ad elezioni oramai imminenti, parlando con le persone, leggendo la maggioranza dei blog e dei commenti su social network come Twitter, sembra tutti siano antiberlusconiani.
Questo, però, contrasta con il fatto che – è un dato di fatto – pressoché la metà degli italiani che votano, vota per lui.
Sarà mica che dichiararsi di sinistra fa più figo?
Io sostengo che il qualunquismo politico, la pressoché totale assenza di chiarezza e trasparenza della classe politica italiana sia figlia dell’atteggiamento che tutti noi italiani abbiamo di fronte alla politica.
Solitamente non siamo capaci di confrontarci e ci scontriamo frontalmente a sostegno di idee che spesso non ci sono neppure chiare.
Riteniamo che sia sempre qualcun’altro a doversi occupare dei problemi e delle difficoltà, non noi in prima persona, ricordandoci in quelle occasioni di aver delegato altri perché se ne occupassero; quelle stesse persone verso le quali, poi, manifestiamo tutta la nostra disapprovazione.
Ancora meglio se possiamo sostenere pubblicamente ed orgogliosamente che noi non le abbiamo neppure votate. Anzi, noi a votare non ci siamo neppure andati.
Questo, ammettiamolo, ci fa sentire ancora più in diritto di criticarle in piena libertà, in perfetto stile italico ; perché, non scordiamolo mai, gli italiani sono un popolo di poeti, navigatori, allenatori di pallone e grandi esperti di politica ed economia.
Ed allora, per cambiare un sistema, cambiamo noi per primi. Decidiamo del nostro futuro andando a votare.
Per chi ci convince di più; per chi più degli altri si avvicina al nostro modo di pensare e vedere le cose. Magari con un po’ di pragmatismo, votando chi sappiamo potrebbe davvero vincere le elezioni e portare quel cambiamento che tutti ci auspichiamo.
E se quell’uomo disattende le nostre attese potremo liberamente e con diritto lamentarcene e non rivotarlo alle prossime elezioni, mandare dei segnali forti del nostro dissenso.
Non aver votato non ci deresponsabilizza in alcun modo per quanto di negativo accade nel nostro paese ma, certamente, ci priva del diritto morale di poterci lamentare.
Da un’idea lanciata da Luca Conti.
Non è chiaro se sia vero ma, dico, vogliamo proprio farne uno scandalo?
In un paese che elegge dinosauri di ogni natura, Mastella, De Mita, Luxuria, Cicciolina e candida Cuffaro?

Certo, magari loro sono più preparate:


forse…


Secondo me questi due signori si stan solo prendendo le misure.
Se nessuno dei due riesce a stravincere, prendendo tutto il bottino per se, ho idea che la rivedremo presto nuotare dalle nostre parti…

