|
Mag
09
|
9 Maggio 1978 |
1 |
|
Mag
08
|
I WordCamp |
|
Mag
06
|
Assistenti personali |
Vedete, io posso pure capire chi arrivi in questo blog cercando su Google cose tipo differenze tra quotidiano regionale e quotidiano nazionale (non credevo fosse un concetto complesso da afferrare, ma probabilmente sono un genio e non mi rendo conto delle difficoltà della gente comune) o inglese traduzione le valigie sono pronte e mon cheri tout bien traduci in italiano (e su, che diamine, un minimo di sforzo!) oppure porche frigide porno (devi deciderti ciccio, o frigide o porche, tutte e due insieme è complicato, certo, a meno che non stessi cercando delle schizofreniche con doppia personalità, nel qual caso tutto è possibile).
Persino sono cukold e mando mia moglie dallo psicologo (con la segreta speranza che lo psicologo se la trombi, immagino) o agli uomini piacciono le brutte (sperare, sperare sempre, senza mai dare segnali di cedimento).
Ma chi è arrivato a chiedere a Google come sistemare le stoviglie nei mobili sul serio, non lo capisco…
Lascia un commento
|
Mag
06
|
Generazione di fenomeni |
Pensavo a come sarà il nostro futuro tecnologico.
Presto o tardi saremo tutti dotati di occhiali in cui potranno essere proiettate immagini: mappe per non perdersi girando per la città, schermo del cellulare, rubrica telefonica.
Grazie ai movimenti delle pupille ed a guanti supertecnologici potremo gestire tutte quelle funzioni. Muovi l’occhio in alto a destra ed attivi il cellulare; un particolare movimento del pollice e sfogli il tuo giornale virtuale; un movimento di dito indice e medio insieme ti permetteranno di navigare su internet e via dicendo.
Sembra persino affascinante a dirla così.
Ma ve lo immaginate questi tizi del futuro senza guanti ed occhiali?
L’umanità diventerà un accumulo di strabici pieni di tic e movimenti inconsulti di mani e piedi.
Pensate che io, già oggi, leggendo un documento cartaceo mi ostino a ricercare sul foglio la funzione cerca.
Lascia un commento
|
Mag
05
|
Lunedì |
E’ lunedì (e non un lunedì qualsiasi, ma un terribile lunedì che segue un weekend lungo quattro giorni).
Piove come dio la manda.
La connessione internet è persino più lenta del solito.
Sto seriamente pensando di fare Harakiri con la katana…
Lascia un commento
|
Mag
03
|
Italianità |
Dell’abitudine, molto italiana, di denigrare il proprio paese ho già scritto in passato.
Eppure, probabilmente, non ho reso giustizia alla nostra nazione.
Ogni giorno veniamo informati del trattamento da poveri straccioni che la Comunità Europea, piuttosto che questo o quel giornale straniero, ci riserva.
Del resto da sempre lo stereotipo dell’italiano è stato Pizza, Mafia e Mandolino, quindi c’è poco di cui stupirsi. Un po’ come dire che tutti i francesi sono mangiarane o che tutti gli inglesi sono snob, non si lavano e bevono il thè alle 5 del pomeriggio.
Ma è davvero questa la realtà? Siamo sul serio “lo zimbello d’Europa” come ha raccontato recentemente l’ex premier Romano Prodi? Ci considerano davvero brutti, sporchi, cattivi e delinquenti?
A giudicare dai flussi turistici che invadono il nostro paese, che non è propriamente una meta a buon mercato rispetto ad altre nazioni emergenti e non, non si direbbe.
Farci sentire così aiuta sicuramente una certa politica, solitamente quella dell’opposizione - di qualsiasi colore sia - a raggiungere i propri obiettivi.
Ci mostrano una faccia della medaglia, quella dei detrattori, piuttosto che l’altra, quella di coloro che amano l’Italia per la peculiarità del suo territorio, dei suoi tesori e del suo popolo.
Un popolo differente rispetto a quello di tanti altri paesi del nostro continente; e differente non significa né più brutto né più bello.
E’ italianità; nelle sue positività e negatività.
Da sempre coltiviamo il mito di paesi in cui le cose funzionano meglio, in cui tutto è (più o meno) perfettamente in riga, Germania e Scandinavia sopra tutte. A parole vorremmo che anche qui le cose funzionassero nello stesso modo. Ma siamo sicuri che il nostro stile di vita si adatterebbe ad un simile stravolgimento?
Il fatto che gli italiani emigrati cerchino in ogni modo di tornare a vivere in Italia dovrebbe farci pensare. Sono spesso loro quelli che amano di più la loro patria.
Loro conoscono quella che li ha adottati meglio di chi, come noi, la guarda solo da lontano.
Probabilmente, a loro volta, tedeschi, scandinavi, inglesi e americani hanno un mito differente: quello di un paese solare, popolato da gente vera, che ama il sole, la vita all’aperto e socializzare (anche troppo, a volte); che ama il rumore, la confusione e l’autoironia. Un paese in cui, di fronte a seri problemi, la gente sa utilizzare la creatività e la fantasia per andare avanti; fottendosene delle regole, quando serve.
Ho riflettuto su un dato secondo me particolarmente significativo: il numero dei suicidi in Italia, rispetto a quello di altre nazioni europee, è percentualmente più basso: l’Italia si colloca al 29° posto su 35.
E la maggioranza di essi si verificano proprio in quel nord italiano che, più del resto della penisola, tende ad avvicinarsi per stile di vita ed obiettivi al nord dell’Europa.
Tutto questo mi fa pensare che non siamo messi così male come ci vogliono lasciar credere. E che, soprattutto, non abbiamo più problemi di quanti ne abbiano gli altri paesi che, così spensieratamente, ci aggrediscono verbalmente.
Questo modo di ragionare e di comportarsi potrebbe essere efficacemente riassunto in un famoso proverbio: l’erba del vicino è sempre più verde.
E noi italiani, si sa, siamo sempre molto interessati a quello che succede nel giardino del vicino.
Lascia un commento
|
Mag
02
|
Scaricabarile |
Ascoltare il figlio di Gheddafi che addossa a Roberto Calderoli la responsabilità degli omicidi perpetrati dalle forze di polizia libiche che sparando sulla folla che protestava contro l’esibizione da parte del Calderoli (scelta discutibile ma in ogni caso di libertà) di una maglietta con le vignette su Maometto uccidendo 11 persone è un po’ come dire che la colpa della morte di Aldo Moro è stata degli italiani che non volevano un paese comunista di stampo sovietico.
Lascia un commento
|
Mag
01
|
Aiuti allo sviluppo del paese |
Entrare di notte in una casa e non trovare nulla da rubare?
Taglieggiare un negoziante per poi scoprire che non ha neppure un soldo?
Rapire un povero cristo che non ha neppure gli occhi per piangere?
Ricattare un poveraccio che ha la macchina in leasing e la casa ipotecata?
Sono rischi che da oggi la malavita non dovrà più correre. Basta un’occhiata alle denunce dei redditti ed ogni crimine sarà correttamente remunerato.
Anche questi sono ambiti professionali che un paese moderno ed efficiente non può e non deve ignorare.
E Visco lo sa.
Lascia un commento
|
Apr
30
|
L’angolo della poesia |
Vi propongo un momento di vera e profonda poesia.
Il poeta in questione, il grande Brunello Robertetti è sicuramente uno dei più grandi rappresentanti della poesia d’avanguardia italiana.
Ringrazio Clockwise per avermi dato lo spunto per la creazione di questo importante momento di grande cultura italiana.
Lascia un commento






















